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di Manuela Monteverdi 
| JURY MAGLIOLO: DAL REALITY ALLA REALTA’ Aspettative, sogni e quotidianità di un giovane musicista. |
Sorridente e tranquillo ci accoglie per l’intervista. Jury Magliolo, a quasi due mesi dalla conclusione di X-Factor, il talent show che gli ha permesso di esprimere la sua musica e le sue qualità, ci racconta la sua esperienza nella trasmissione, la sua vita e le sue aspettative per il futuro.Un giovane ragazzo pluristrumentista- Jury suona infatti pianoforte, basso e chitarra - con i piedi per terra e con il suo obiettivo finale ben chiaro nella testa: fare il musicista, quello con la M maiuscola che rimane nel tempo ed entra nella storia. D. Fin da piccolo hai sognato di entrare nel “mondo della musica”. Ora che il tuo percorso in questo ambito sta iniziando, cosa è uguale e cosa invece è diverso rispetto a ciò che immaginavi? R. E’ da quando ho 12 anni che faccio musica e questo è l’hobby, ed allo stesso tempo il lavoro, più bello che possa esistere. Dopo X- factor questo sogno si sta concretizzando giorno dopo giorno e devo dire che le mie aspettative sono, e sono state, totalmente rispettate. In televisione mi sono trovato veramente bene, tutto è stato così naturale e vero che mi sono sentito molto considerato e molto stimato. L’esperienza televisiva mi ha lasciato solo emozioni positive. D. Tu hai appena iniziato a vivere quest’esperienza. Ti sei già chiesto che caratteristiche dovrebbe avere un cantante o un musicista per essere ricordato davvero nel tempo? R. Credo che farsi questa domanda sia il punto di partenza di qualsiasi artista che non vuole essere solo una meteora. Io credo che per arrivare e rimanere in questo mondo si debba avere sempre ben chiaro l’obiettivo delle proprie azioni. Il mio è quello di fare il musicista e per fare questo non basta essere solo un personaggio televisivo, ma bisogna studiare molto, saper rinunciare a proposte sbagliate e soprattutto essere capaci di non “bruciare” le tappe. In questo momento molti mi cercano e questo mi rende felicissimo. Non è certo facile dire di no ad alcune importanti richieste che esulano un po’ dall’ambito musicale, ma preferisco lavorare già da subito in modo serio senza lasciarmi sfuggire di mano la situazione. D. Ti hanno definito “diamante grezzo”. Cosa ti rende effettivamente così ruvido? R. A differenza di quanto possa sembrare questo è un grande complimento per me. Essere grezzo significa non essere confezionato, significa essere una pietra preziosa ancora da lavorare. Molte pop star internazionali nascono preconfezionate, con certe caratteristiche che sono uguali a quelle di molte altre. Il diamante grezzo viene invece lavorato ed affinato solo con molto tempo, con molto lavoro e con molta pazienza e la sua particolare brillantezza si vedrà solo a lungo andare. Questo è quello che mi auguro, che la mia personalità musicale brilli veramente a lungo e che la luce di questo diamante non si spenga in poco tempo. | 
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D. Sei nato e vivi a Brescia. Credi che una così piccola città possa limitare qualche tua scelta o impedirti di esaudire qualche tuo desiderio? R. Brescia non è una piccola realtà anzi proprio in questi ultimi anni le città più piccole rispetto alle più famigerate Roma o Milano stanno conoscendo un grande fermento musicale. Poi Brescia è in una posizione molto importante geograficamente: è un po’ il crocevia tra le grandi città del Nord Italia. Non l’ho mai vista e tutt’ora non la vedo come limite, anzi la considero una grande risorsa. Ne sono un esempio i grandi nomi bresciani della musica che sono partiti da qui. D. A proposito di grandi cantanti bresciani. Il 7 Giugno in Piazza Paolo IV a Brescia c’è stato un concerto di beneficenza, lo smAIL, il cui incasso è stato devoluto all’AIL, Associazione Italiana contro la Leucemia, i linfomi e i mielomi, a cui hai partecipato. R. E’ stato davvero bello poter partecipare a questo concerto in cui grandi musicisti come Francesco Renga, Omar Pedrini, Fausto Leali, L’Aura e personaggi dello spettacolo, Ambra e Fabio Volo per citarne alcuni, si sono uniti per beneficenza. Ogni volta che salgo su un palco l’emozione si traduce in forte eccitazione e ogni tipo di paura scompare: ho solo voglia di esibirmi e di far divertire chi mi sta ascoltando. Avere a fianco questi grandi personaggi mi ha dato un’ ulteriore spinta per fare bene, per divertirmi e per far divertire. Mi piace fare questo lavoro e mi lusinga sempre essere inserito tra i big. Devo davvero ringraziare tutti con il cuore. D. Credi che la gente non abbia capito qualcosa di te o del tuo modo di fare musica? R. Non credo che la gente non mi abbia capito. Il feedback che ho quotidianamente mi dice tutto il contrario: la gente mi ha capito e me lo dimostra. Ovviamente qualche critica c’è ed è lecita ma io amo le critiche costruttive, mi servono per migliorare. D. Parliamo del presente. Il tuo singolo “Mi fai spaccare il mondo” sta entrando nelle case degli italiani. È stato scritto e arrangiato da te. Raccontaci un po’ di questa canzone. R. La prima stesura del testo risale a circa due anni fa e la sua conclusione avviene per la creazione dell’ inedito ad X-Factor. La canzone parla del passato che rivive, un passato felice e spensierato, pieno di gioia.. La spensieratezza e la gioia di vivere sono elementi fondamentali nella vita di una ragazzo giovane come me. Non ho motivo di essere triste o pensieroso innanzitutto perché sono giovane e poi perché è un periodo positivo. Credo che la vita sia una, che si sia fondamentalmente da soli e le carte a disposizione ce le si deve giocare nel migliore dei modi perché non è possibile tornare indietro nemmeno di un secondo. Se si prendono delle decisioni devono essere veramente volute perché poi è inutile avere rimpianti. 
| D. Quindi sei abbastanza riflessivo? R. Io mi definirei istintivo con la testa. Prendo le decisioni che credo essere le migliori in modo assolutamente spontaneo non buttandomi comunque mai a capofitto. Ho delle ottime persone a fianco che mi consigliano con il cuore e questo è un grande aiuto per me. |
D. Se potessi duettare con qualcuno, con chi lo faresti? R. Premetto che per me duettare è un grande piacere sia perché si uniscono due mondi musicalmente molto differenti creando qualcosa di sempre nuovo e sorprendente sia perché c’è una forte unione dei fans. Io ho duettato con Ambra Marie, con Gianluca Grignani, con Filippo Perbellini ed è veramente stato un grande onore. Se devo comunque sognare, ti dico che vorrei esibirmi con David Bowie. ( sguardo e sorriso sognante!) D. Torneresti indietro anche solo per qualcosa di importante che in questi mesi ti manca o che senti di avere perso? R. Per me è questo un momento molto particolare. È da una vita che inseguo questo sogno ed oggi tutto è positivamente sconvolgente. Sono in una fase assolutamente positiva che non mi permette di avere rimorsi. Se ci rivediamo tra qualche anno magari avrò qualche novità a riguardo. Adesso non posso che guardare avanti con gioia ed assoluta fiducia. Prima di andarcene captiamo un piccolo scoop. Jury duetterà con Robben Ford grande chitarrista e cantante di fama internazionale!!. E gli esperti di musica sanno di cosa stiamo parlando. In attesa del cd in fase di registrazione, auguriamo a Jury tanta fortuna perché quello che abbiamo sentito ci è veramente piaciuto. In bocca la lupo!
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