I Browser: da software per accedere alle pagine a meta sistemi operativi?  (25 settembre 2008)

Il titolo è una provocazione, ma l'ambizione dei team di programmatori impegnati nello sviluppo degli internet browser sembra davvero alta. Stiamo parlando di Firefox, Explorer, Opera, Safari e del "quasi" neonato Chrome. La ricerca di traguardi sempre migliori sta spingendo questi software a rincorrersi e a sfidarsi a colpi di benchmark (test)

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Browser: semplici software o meta sistemi operativi?Tempo di attesa all'avvio
Quando viene lanciato, un software dev'essere prelevato dal disco e caricato nella memoria del processore, per poter essere poi da questi eseguito. La modalità con cui viene gestito tale caricamento influisce sul tempo che dobbiamo attendere dopo aver cliccato sull'icona prima di poter utilizzare effettivamente il software. Escludendo il caricamento dei vari plugin (ossia degli strumenti che abbiamo aggrappato al dorso del programma principale) lo startup dei browser si attesta da 1 a 3 secondi, in base al prodotto scelto.

Interazione utente
L'anima di un web browser è il dispositivo che esegue il codice Javascript contenuto nelle pagine web. Con esso prende vita l'esperienza di navigazione nell'iper-testuale spazio della Rete.
Il motore Javascript si sta evolvendo in modo assolutamente interessante. La Mozilla Foundation ha dichiarato che il suo prodotto di punta avrà un motore Javascript drasticamente più veloce rispetto all'attuale Firefox. Drasticamente significa un aumento che arriverà a punte di 40 volte superiori. Le ottimizzazioni includono l'uso di una routine che consente di reciclare le porzioni di codice già eseguite. Chrome non sta a guardare visto che su numerosi test, intanto già supera Firefox di 12 volte.
I visionari vedono una maturità di sviluppo in grado di offrire performance pari (niente meno) a quella raggiunta dalle procedure del sistema operativo quando eseguono il codice nativo in C.

Consumo di risorse
Per poter essere eseguito un programma deve chiedere al sistema un certo numero di risorse, misurabili in spazio di memoria RAM usata. Un indice di qualità è quindi la capacità di richiedere meno memoria possibile, offrendo snellezza di esecuzione e posto per l'uso di altri software. La memoria utilizzata dai browser con 5 schede aperte da 10 minuti, sembra non valicare l'intervallo 80 - 110 megabyte.

Stabilità
Un'altra buona idea sul fronte della stabilità giunge da Chrome, che resta comunque ancora in fase di prova. Ogni scheda costituisce un comparto stagno: l'arrivo di un fronte destabilizzante non deborda su tutta l'applicazione ma rimane confinato nella scheda che ne ha visto la genesi.

Nato per visualizzare pagine su Internet, il Browser sta dunque diventando uno strumento sempre più versatile e potente, in grado di cavalcare (addomesticare?) i sempre più imponenti flussi di dati che corrono tra i continenti, nelle dorsali oceaniche, fino ai nostri terminali.

Ing. Ivan Raboni

consulente risorse ITC

 
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Ing. Ivan Raboni

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